Ginevra Corso
Direttore Editoriale

Attore nelle serie Maggie&Bianca per Rai Gulp, Sergio Melone studia alla New York Film Academy e all’Accademia di Musical a Roma. Ha da sempre studiato danza, suonato e sognato di diventare un cantante, per poi riscuotere grande successo come attore, in un ruolo poliedrico capace di comprendere tutto il suo percorso.

“Mi dà l’idea sia un posto di confronto. Un confronto non solo con gli altri ma anche con noi stessi, un modo per prendere il nostro spazio e sperimentare su di noi, vedere quello che la nostra creatività riesce a tirare fuori.”

SERGIO MELONE SU

ROMA SMISTAMENTO

Abbiamo incontrato Sergio nelle stanze di Roma Smistamento in occasione del nostro primo open day e lo abbiamo intervistato. Ecco come è andata.

 

Ciao Sergio! Parlaci di te.

Sono Sergio Melone e sono un attore, da piccolo volevo fare il ballerino, essere una pop star, un cantante a tutti gli effetti e oggi sono un attore essenzialmente, è quel che faccio e che comprende un po’ tutto questo.

Dopo questa premessa, la domanda è d’obbligo: ti piacere fare l’attore?

Molto, davvero molto. Ho studiato tutte e tre le discipline, sono partito con i musical e ho raggiunto questo obiettivo lavorativo che è decisamente appagante. Certe svolte arrivano sempre nel momento in cui sei in discesa libera, sei totalmente down. Essere preso per il ruolo in una serie per bambini è stato davvero provvidenziale, poi il pubblico dei più giovani è proprio quello che mi piace di più: è andata così ed era quel che desideravo.

Ti sei scoperto sotto un nuovo ruolo e punto di vista?

Assolutamente! Mi è piaciuto, è stato bello e soprattutto diverte. Lo è, è divertente tutt’ora!

Riguardo il lavoro con i bambini, la relazione tra generazioni, il tuo ambito lavorativo e creativo rivolto a questo pubblico. Come pensi sia cambiato il modo di comunicare tra differenti generazioni?

Moltissimo, tra la nostra generazione, quella precedente e quella prima ancora ci sono moltissime cose diverse. Su tutte, la comunicazione. Abbiamo l’I-Phone, anzi hanno (le nuove generazioni) l’I-Phone e lo usano in maniera totale, hanno un approccio totalmente diverso da quello che avremmo avuto noi con i nostri “idoli”, le nostre pop star degli anni ’90. Non credo si possano mettere a confronto già la nostra con la nuova di generazione, probabilmente se da piccolo avessi incontrato Justin Timberlake avrei pianto! Ma i giovanissimi hanno invece sostanzialmente due modalità di approccio: o sono totalmente indifferenti, distaccati, oppure sono lì con il telefono a riprendere tutto quanto, non si godono il momento, sì certo, se vanno nella gallery possono rivivere virtualmente quel momento vissuto con la persona che tanto avrebbero voluto incontrare ma non lo apprezzano veramente. Come andare ad un concerto per filmarlo senza viverlo. I giovanissimi appartengono a un’epoca totalmente diversa dalla nostra, la vita è una questione di like, di followers, sei famoso online e quindi anche offline hai più sex appeal.

Riguardo ciò che va valorizzato, in quest’ottica la creatività è un’entità quasi astratta. Per te cos’è la creatività cosa rappresenta?

Per me la creatività è far nascere dal dolore, dalla gioia, dalle emozioni qualcosa di concreto, reale. Che sia una canzone, una coreografia, uno script per una serie tv o semplicemente fare del bene per gli altri, la creatività e il genio è anche in questo, nell’essere utili agli altri. Per me che amo la musica, forse probabilmente è quel momento in cui hai il cuore spezzato, stai male per amore e ti senti una nullità e non sai in che direzione andare, con chi parlare, sei a casa da solo tra quattro mura, non vedi uno spiraglio e poi arriva la creatività, sta proprio in questo creare. Nel risorgere dal momento blu, dall’avere la forza ed esprimersi, scrivere una canzone. Per me, per lo meno, la prima cosa che mi viene da fare è questa, è una reazione la creatività. Ed è terapeutica. Magari per un nuotatore la creatività sta nel battere un suo nuovo record, battere sé stesso e mostrare quanto vale, questo è la creatività, riscattarsi.

Come utilizzeresti gli spazi di Roma Smistamento per poter trasmettere questa tua creatività?

Sono tanti uffici in effetti, la gente potrebbe venire qui e sentirsi libero di esprimersi in tutti questi spazi. Anche la posizione è strategica, siamo quasi in una realtà a parte e questo penso possa essere positivo per sentirsi esprimersi e staccare. Mi dà l’idea sia un posto di confronto, una bella iniziativa che state e anzi che stiamo percorrendo tutti quanti! Un confronto non solo con gli altri ma anche con noi stessi, un modo per prendere il nostro spazio e sperimentare su di noi, vedere quello che la nostra creatività riesce a tirare fuori.

Come vorresti esprimere la tua creatività domani? Cosa farà domani Sergio Melone?

Mi piacerebbe molto scrivere più pezzi e continuare il percorso nella recitazione anche se non sarà facile in Italia, perché c’è poco lavoro e la competizione è altissima, bisogna sempre essere attivi per guadagnare spazio in questo lavoro, ci si deve far forza e non buttarsi mai giù. Il mio sogno è quel che sto facendo adesso, non so dirti quanto la favola durerà, quando arriverà la mezzanotte e la carrozza si trasformerà in zucca, per ora posso viverlo e darmi da fare per continuarlo.

-
info@twmfactory.it